La guida di un’auto è un compito complesso, che prevede una elevata specificità di stimoli a cui bisogna rispondere costantemente. Mentre guidiamo monitoriamo la strada e prendiamo decisioni costantemente.
Ma come valutiamo cosa è pericoloso e cosa no? Come reagiamo di fronte a pericoli non previsti?
In collaborazione con l'Ing. Mauro Balestra, abbiamo misurato su una strada vera, al centesimo di secondo, i tempi di reazione al variare delle possibili dimensioni psicologiche del pericolo (atteso / prevedibile / imprevedibile / a sorpresa e inaspettato).
Per vedere in che modo e per che entità variassero le risposte alla guida...
I risultati mostrano il ruolo cruciale delle aspettative dei conducenti nel riuscire ad avvistare e percepire il pericolo. La differenza nei tempi di reazione non la fa unicamente la parte motoria di esecuzione della frenata, quanto maggiormente il fatto di non riuscire a identificare prontamente gli stimoli come pericolosi (e quindi da evitare con una frenata pronta).
Questa ricerca, fornisce interessanti spunti sulla formazione, suggerendo quanto sia importante una attitudine difensiva su pericoli concreti da dover affrontare sulla strada, per poterli riconoscere prontamente, ed eseguire le manovre corrette.
Qui potete trovare l'articolo scientifico con i risultati pubblicati su Accident Analysis and Prevention
Qui potete trovare una sintesi dei risultati provvisori, esposti al 5 convegno internazionale Traffic and Transportation Behaviour (Groningen, NL - Agosto 2013):
http://www.icttp2012.com/.../presentations/29th/1330_Risk_and_hazard_perception/Ruscio.pdf
Il lavoro poi è proceduto per vedere come si possono studiare degli indici fisiologici per capire questo fenomeno. Su Accident Analysis & Prevention, abbiamo pubblicato i risultati che si concentrano sugli effetti (positivi e negativi) dei sistemi avanzati di assistenza alla guida sui conducenti.
Se siete interessati, per i primi 50 giorni, l’editore Elsevier lascerà l’articolo accessibile gratuitamente per tutti quanti, cliccando su questo indirizzo https://authors.elsevier.com/a/1UrWrLDQpGuS
Nel dettaglio, la ricerca pubblicata propone la possibilità di applicare una serie di modalità di analisi degli indici fisiologici, per quantificare gli effetti cognitivi dei Collision Warning Systems.
Come si modifica l’attenzione e l’intervallo di reazione psicotecnica nella guida assistita? Cosa succede se il dispositivo dovesse fallire nel segnalare un pericolo? Quali processi psico-fisiologici misurabili vanno a influenzare la risposta del conducente?
Giusto per darvi una idea della complessità interdisciplinare dell’apparato sperimentale, sappiate che la ricerca è stata condotta presso l’Unità di Ricerca Psicologia del Traffico dell’ Università Cattolica del Sacro Cuore, con la strumentazione tecnica dell’ Ing. Mauro Balestra esperto di ricostruzioni di #incidentistradali, in uno senario virtuale modificato dal Prof. Malcangi del dipartimento di informatica dell’ Università degli Studi di Milano, con la supervisione di un Biologo ricercatore della Central Michigan University, concluso mentre collaboro con il laboratorio iDrive del Politecnico di Milano.
Per maggiori informazioni
http://doi.org/10.1016/j.aap.2017.03.023
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