Post date: 4-feb-2018 10.26.46
The implications of advanced assisting technologies in supporting pro-environmental changes (nuovo articolo)
Il problema delle #emissioni di CO2 legate alla mobilità urbana è sempre al centro di costanti sviluppi (e talvolta anche a scandali) legati alla riduzione di #consumi di carburante. Oltre alle ottimizzazioni dei residui di combustione nei moderni motori (e lo sviluppo di auto ibride ed elettriche), sono in costante diffusione anche dispositivi integrati che supportano e incoraggiano i conducenti a tenere un stile di guida "eco": gli Eco-Driving Assistance Systems. Si stima, infatti, che uno stile di guida #ecodriving sia in grado di ridurre fino al 30% il consumo di carburante e le conseguenti emissioni.
Si sono quindi moltiplicati corsi professionali per insegnare a guidare "eco", così come spie, suoni, vibrazioni, nei nostri cruscotti, per suggerirci la velocità appropriata e i tempi "eco-corretti" del cambio di marcia...
Ma quali effetti hanno questi "consigli" sul nostro stile di guida?
Siamo davvero capaci di apprendere uno stile di guida "eco" seguendo questi dispositivi? E quali effetti iniziali hanno sul nostro modo di guidare (sicurezza? distrazione?)..
Fig. 1 The model of user-behavior interaction with assisting technology, derived from the Technology Acceptance Model (Davis et al., 1989), used to explain the impact of using eco- driving assistance systems
Grazie ai colleghi di IDRIVE del Politecnico di Milano abbiamo testato quali effetti hanno gli "Eco-Driving Assistance Systems": in termini di efficacia nella modifica dello stile di guida, emissioni effettive. E, soprattutto, in termini di "costi psicologici" sul conducente: accettazione, fiducia, fatica, attenzione e concentrazione...
I risultati potete trovarli pubblicati sulla rivista "International Journal of Industrial Ergonomics" al seguente link https://authors.elsevier.com/a/1WVencd7k8xZt
(link "aperto" a tutti per i primi 50 giorni!)
Fig. 2 Average fuel efficiency expressed as liters of gasoline per 100 km (L/100 km) for the two groups and the ideal eco-driving style
Provando a sintetizzarli, la cosa più importante che abbiamo scoperto è che, rispetto a un gruppo di controllo, chi prova a seguire per la prima volta i consigli "eco-driving" non riduce effettivamente le emissioni, ma si limita a ridurre semplicemente la velocità. La riduzione di velocità di per se, tuttavia, non garantisce direttamente meno emissioni (per esempio in curva bisognerebbe tenere una velocità costante e se si riduce velocità bisognerà compensare con delle successive accelerazioni a basse marce che aumentano le emissioni)...
Fig. 3 Mean speed of the two groups compared to the ideal eco-driving style
Allo stesso tempo, questa forzata "riduzione di velocità" genera nei soggetti aumenti dell'attivazione del sistema autonomico legato alla fatica di dover tenere uno stile di guida diverso dal solito e legati al "workload" richiesto per monitorare la propria performance con le indicazioni delle spie sul cruscotto. Pertanto l'uso per la prima volta di questi dispositivi porta a due potenziali rischi nel breve termine: 1) nel potenziale rifiuto di seguire ancora tali consigli in futuro "che tanto non mi fanno ridurre il consumo e che mi fanno sentire solo più stanco e frustrato"; 2) sia in termini di sicurezza stradale, legata alla "distrazione" di dover prestare attenzione a questi ulteriori indicatori mentre si guida.
Fig. 4 Cardiac Autonomic Balance changes across time for the experimental vs. control group. At time 2 the experimental group reported statistically significant increase in workload indexes
Per intenderleci meglio: i dispositivi eco-driving danno le indicazioni corrette, ma non basta fornire queste indicazioni per garantire nei conducenti la pazienza e la motivazione ad accettare questi consigli, né per modificare correttamente (e senza ricadute sulla sicurezza) lo stile di guida di una persona dopo i primi utilizzi.
Per tutti gli altri dettagli rimandiamo alla lettura dell'articolo